Consulta l'Inventario
Ricerca completa

 

Reliquia di S. Andrea Corsini vescovo
Datazione Sec. XVII-XVIII
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R153
Vecchio inventario:
Materiale: Carta dorata, carta, dischetti colorati
Tecnica: Taglio e incollaggio
Descrizione:

Etichetta di carta con cornice ovale lavorata a sbalzo in stile rocaille e in parte dorata sulla quale sono incollati: una seconda cornicetta ovale entro la quale è incollata la reliquia fra decori di dischetti colorati, ed un cartiglio con l'iscrizione manoscritta: S. Andr. Corsini Ep . Il manufatto è inserita nel vano, ricoperto con vetro, del reliquiario a busto di legno dorato e argentato (inv. n. L2/3).
Dalla Fede d'autenticità del Vicario generale della curia di Fidenza, Giuseppe Buscarini (inv. n. G134), si evince che la reliquia era già stata riconosciuta dal vescovo di Fidenza Alessandro Garimberti.
GG

Descrizione: Note storiche
Nacque nel 1301, della nobile famiglia fiorentina dei Corsini. Sua madre, prima di metterlo al mondo, disse di aver visto in sogno il suo figliolo nelle sembianze di un lupo, trasformato poi in agnello. In gioventù pare sia stato davvero "una testa calda", un lupo, o meglio un giovane leone, come si direbbe oggi per definire quel tipo di giovane arrogante, spendaccione e ozioso, ma entrò poi nell'ordine carmelitano. Dopo la sua ordinazione sacerdotale, venne mandato a completare gli studi nell'università di Parigi. Gli sono attribuite, durante il viaggio di ritorno, alcune guarigioni prodigiose. Tornò a Firenze quando già imperversava l'epidemia della peste. Fu eletto superiore provinciale dell'Ordine nel 1348 e, due anni dopo, essendo morto di peste il vescovo di Fiesole, fu chiamato a succedergli. Cercò di sottrarsi all'incarico andando a nascondersi in un lontano eremo, ma il suo nascondiglio venne scoperto da un fanciullo e, interpretando l'episodio come un invito all'obbedienza, accettò la nomina. Per ventiquattro anni resse la diocesi di Fiesole, non sempre con la mansuetudine dell'agnello, anche con durezza. Fu caritatevole coi poveri e della sua opera di pacificatone trassero vantaggio non solo i battaglieri comuni toscani, ma anche la città di Bologna, dove il papa Urbano V lo mandò a mettere pace tra i cittadini, sobillati dai Visconti, che lo compensarono anche con il carcere. Morì il 6 gennaio 1373 e il suo corpo venne seppellito nella chiesa fiorentina del Carmine. Fu canonizzato nel 1629. La sua memoria è celebrata il 4 febbraio.
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: Matroneo nord
Epoca: Sec. XVII - XVIII


Vedi informazioni complete sull'opera (accesso riservato)
 

© copyright: Fondazione Monte di Parma e Museo del Duomo di Fidenza - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy
e-mail: museodelduomo@diocesifidenza.it

english version