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Reliquia di S. Gregorio Taumaturgo vescovo
Datazione Sec. XVIII
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R114
Vecchio inventario:
Materiale: Cartoncino, seta, filo dorato, carta
Tecnica: Taglio e incollaggio
Descrizione:

Supporto ovale, inserito nella teca del reliquiario a busto di vescovo (inv. n. O75/4), ricoperto di tessuto violaceo con cornice di filo dorato, sul quale è incollata la reliquia all'interno d'una cornicetta di filo dorato quadrilobato. La Fede d'autenticità della reliquia, redatta dal vescovo PierGrisologo Basetti (inv. G109), rende noto che era già stata riconosciuta dal predecessore Gerolamo Bajardi. 
GG

Descrizione: Note storiche
Nacque al principio del secolo III in Neocesarea del Ponto da famiglia pagana, ma fu messo a frequentare la scuola di filosofia del celebre Origene. Ricevette il battesimo e
approfondì lo studio della Sacra Scrittura. Mentre era ancora a Cesarea, gli morirono i genitori e trovandosi padrone di molte ricchezze, le donò alle vedove e agli orfani e si ritirò in solitudine, dedicandosi alla penitenza, alla preghiera e allo studio della Bibbia. Non potè restare ignoto, poichè la fama dei suoi consigli e delle sue virtù giunse agli orecchi del vescovo Fotino, che lo creò vescovo di Neocesarea. Invano tentò ripetutamente di sottrarsi all'incarico, ma dopo una conveniente preparazione, fece l’ingresso nella sua popolatissima città, che non contava però più di 17 cristiani.
Si narra che dovendo costruire la prima chiesa cristiana della città in un luogo troppo angusto, col fiume da un lato e la montagna dall’altro, comandò al monte di scostarsi, che si spostò docilmente quanto è necessario. Sanò un'insana palude con il segno di croce, facendola divenire fertile campagna. Quando il torrente di Casalmacco ruppe gli argini minacciando l’abitato, accorse è  piantò in terra il suo bastone, così le acque si ritirarono nel loro alveo e il bastone divenne una robustissima pianta. Tanti prodigi, che gli valsero l'appellativo di "taumaturgo", non lo salvarono né dalla persecuzione di Decio, nè dall’esilio. Dopo 25 anni d'episcopato morì naturalmente nel 270. La sua memoria si celebra il 17 novembre.
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: Sala del tesoro
Epoca: Sec. XVIII


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