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Reliquia di S. Nicola vescovo
Datazione Sec. XVIII
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R113
Vecchio inventario:
Materiale: Cartoncino, seta, filo dorato, carta
Tecnica: Taglio e incollaggio
Descrizione:

Supporto ovale, inserito nella teca del reliquiario a busto di vescovo (inv. n. O75/3), ricoperto di tessuto violaceo con cornice di filo dorato, sul quale è incollata la reliquia all'interno d'una cornicetta di filo dorato quadrilobato. La Fede d'autenticità della reliquia, redatta dal vescovo PierGrisologo Basetti (inv. G108), rende noto che era già stata riconosciuta dal predecessore Gerolamo Bajardi. 
GG 

Descrizione: Note storiche
Nato probabilmente a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia) nel ca. 250, fu poi eletto vescovo di Mira (Asia minore), dove, dicono le leggende, compì un miracolo dopo l’altro. Un Passionarium del VI secolo dice che soffrì per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che intervenne nel 325 al Concilio di Nicea. Morì a Mira il 6 dicembre d'un anno incerto (ca. 326) e il suo culto si diffuse dapprima in Asia Minore (25 chiese erano a lui dedicate solo a Costantinopoli nel VI secolo e grandi pellegrinaggi si conducevano alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira) e moltissimi scritti in greco e in latino lo fecero via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio. Oltre sette secoli dopo la sua morte, sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivarono al suo sepolcro e s’impadronirono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giunsero a Bari accolti in trionf dove fu eletto patrono, divenendo “Nicola di Bari”. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, nel 1089 le sue reliquie trovarono sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si stava costruendo in suo onore. Il Papa in persona, Urbano II, le depose sotto l’altare. A Roma, a S. Nicola in Carcere, si esponeva la reliquia di un braccio con un dito (Inventario 1870) e un altro si reputava in S. Paolo fuori le mura. Il santo è noto in tutto il mondo poichè dalla salma fuoriesce ancora un liquido cristallino, detto "Manna di S. Nicola". Ma lo è soprattutto come il Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus dell'area di lingua tedesca e delle alpi orientali che a Natale porta i doni ai bambini. In Olanda, Sinterklass lasciava dei regali ai bambini buoni nei loro zoccoli di legno, che venivano lasciati la sera presso il caminetto. E furono proprio i coloni olandesi a portare quest'uso negli Stati Uniti, dove Santa Claus poneva i suoi doni nelle calze appese ad asciugare la notte davanti al fuoco. La leggenda americana di Santa Claus, che ha la sua fabbrica di giocattoli al Polo Nord con gli elfi che lo aiutano e che vola la notte di Natale su una slitta trainata da nove renne, è tornata in Europa nel XX secolo, anche in forza di massicce operazioni commerciali, dove il Santo ha preso in Italia il nome di Babbo Natale . La memoria di San Nicola è celebrata dalla chiesa il 6 dicembre.
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: Sala del tesoro
Epoca: Sec. XVIII


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