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Reliquie dei Ss. Antonio abate, Luigi Gonzaga, Andrea Avellino, Francesco di Sales, Francesco Solano, Agata, Eurosia e Caterina martiri
Datazione Sec. XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R110
Vecchio inventario:
Materiale: Argento, vetro, cartoncino, seta, carta dorata, cera lacca
Tecnica: Ritaglio, saldatura, cesello, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'argento composta da un contenitore anteriore, costituito da falda con occhiolo di di sospensione (tronco) e cornice cesellata con vetro, e coperchio posteriore. Contiene un supporto ovale di cartoncino ricoperto di seta bordeaux, orlato da un cordoncino di seta bordeaux e oro e da un decoro di carta dorata a rilievo, sul quale sono incollate le reliquie con un artiglio anulare e due a cartellino con le iscrizioni manoscritte: 1) S. Ant. Ab. 2) S. Alo. Gon. 3) S. Fr. Sol. / S. Andr. Av. / S. Agat. V.M. / S. Fr. Sales / S. Euro. V.M. / S. Cath. V.M.
Sul verso del supporto di cartoncino vi è il sigillo ceruleo del vescovo di Fidenza PierGrisologo Basetti, che redasse la fede di autenticità della reliquia (inv. n. G117), dalla quale si evince che era già stata riconosciuta dal predecessore Giovanni Neuschel.
Descrizione:

Note storiche
Antonio abate (vedi inv. n. R235)
Luigi Gonzaga (vedi inv. n. R27)
Andrea Avellino (vedi inv. n. R35)
Francesco di Sales (vedi inv. n. R111)
Francesco Solano (vedi inv. n. R195)
Agata (vedi inv. n. R44)
Eurosia
Secondo la tradizione nacque nell'864 dalla famiglia del duca di Boemia. Il suo nome era Dobroslava, il cui equivalente greco è Eurosia. Rimasta orfana di entrambi i genitori, fu accolta dal nuovo duca Boriboy e dalla moglie Ludmilla, che la trattarono come una figlia. I nuovi duchi si prodigarono per il diffondersi del cristianesimo in tutta quella regione e anche Dobroslava fu battezzata, assumendo il nome di Eurosia. Furono anni di pace sino a che un gruppo di cechi-boeri pagani presero il potere e costrinsero la famiglia ducale all’esilio, ma durò poco perché, grazie all’opera di San Metodio, il duca e la sua famiglia poterono rientrare in Boemia. Nell’880 San Metodio si recò a Roma da Papa Giovanni VII, chestava cercando una sposa per il figlio del conte spagnolo d’Aragona, Fortun Jimenez, che era erede al trono di Aragona e Navarra e impegnato nella lotta contro gli invasori arabi. Il Papa chiese aiuto a San Metodio, il quale suggerì Eurosia e ritornò in Boemia con una ambasciata aragonese dove raccolse il consenso del duca e della candidata. Fu intrapreso il viaggio verso la Spagna e si raggiunsero ai Pirenei, da valicare per arrivare a Jaca, ma tutta la zona era invasa dai saraceni capitanati dal rinnegato Aben Lupo, il quale, ucciso l’ambasciatore che doveva annunziare l’arrivo di Eurosia, seppe del matrimonio col principe aragonese e decise di catturarla e trattenerla con sé. La comitiva con Eurosia, avvertita, si nascose sui monti ma il bandito riuscì a trovarli e cercò con buoni modi di ottenere i favori di Eurosia; voleva che rinnegasse il cristianesimo e rinunciasse al principe aragonese per divenire sua sposa. Lei si oppose, allora il bandito ordinò di uccidere tutti. Eurosia riuscì a fuggire ma inseguita e raggiunta le vennero amputate mani e piedi, e, mentre pregava in ginocchio, fu decapitata sedici anni. Si sarebbe allora scatenata una tempesta dalla quale una voce diceva: “Sia dato a Lei il dono di sedare le tempeste, ovunque sia invocato il suo nome!”. I suoi resti furono trovati miracolosamente due anni dopo. Fu canonizzata a Jaca il 25 giugno. Il suo culto si diffuse in tutta la Spagna e grazie ai soldati spagnoli anche nel Nord Italia, soprattutto nelle zone collinari vinicole. La sua festa è il 25 giugno.
Caterina (vedi inv. n. R50)

Misure: 4,77 x 3,66 x 1 cm
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XIX
Peso: 20 gr


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