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Reliquie del Sepolcro della B.V.M., del Sepolcro di N.S.G.C., dei Ss. Paola vedova, Fruttuoso vescovo, Francesco d'Assisi, Fedele da Sigmaringa e Domenico confessore
Datazione Sec. XVIII - XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R189
Vecchio inventario:
Descrizione: Reliquiario di legno rivestito da una lamina di in rame argentato sbalzata in stile rococò (inv. n. O303/1), nel cui vano/teca contiene un supporto ligneo colorato di rosa con una teca ovale raggiata, nella quale è a sua volta inserita una piccola teca ovale d'argento in cui, sopra un supporto di cartoncino ricoperto di seta rossa con divisioni ad arco di carta dorata, sono incollate le reliquie ed i cartigli con le iscrizioni a stampa: 1) Sepulc. B.V.M. 2) Sepulc. D.N. 3) S. Paulae Viduae 4) S. Franc. Ass. 5) S. Fid. a Sig. m. 6) S. Dominici C. 7) S. Fructuos. E.
GG 
Descrizione: Note storiche

Sepolcro della B.V.M. (vedi inv. n. R174)
Sepolcro di N.S.G.C. (vedi inv. n. R93)
Paola vedova (vedi inv. n. R120)

Fruttuoso vescovo
Vescovo di Terragona, in Spagna. Fu arrestato il 16 di gennaio del 259, con due suoi Diaconi. Si trovava a letto, quando si presentarono le guardie del Proconsole Emiliano. Non chiese che il tempo per allacciarsi i sandali, e col volto sereno si lasciò condurre in prigione. Era domenica, e in prigione battezzò alcuni catecumeni. II venerdì fu interrogato da Emiliano. Chiestogli di adorare gli dèi pagani si rifiutò e fu condannato ad essere bruciato vivo. Fu così condotto nelI'Anfiteatro e un milite cristiano gli chiese di pregare per lui, ma la sua risposta, che Sant'Agostino poi lodò trovandola perfettamente cattolica, fu: «lo devo pregare per tutta la Chiesa, sparsa in tutta la terra, dall'Oriente all'Occidente. Se tu sarai nella Chiesa, avrai parte delle mie preghiere». Le fiamme consumarono le corde che lo legavano, ma egli rimase in ginocchio e a mani giunte e continuò a pregare per tutta la Chiesa. Poi cedette morto, e le fiamme consumarono il suo corpo. II giorno dopo, i fedeli di Tarragona tornarono nell'Anfiteatro, per raccogliere le reliquie del loro Vescovo. Il martire apparve loro, dicendo di lasciare insieme quei resti e di seppellirli in un'unica tomba. Non è dato sapere se conservino reliquie del Santo spagnolo nella chiesa dell'abbazia di San Fruttuoso, dove tra rocce a picco s'aggrottano le austere Tombe dei Doria nell'insenatura dirupata della riviera ligure vicino a Portofino.

Francesco d'Assisi (vedi inv. n. R200)
Fedele da Sigmaringa (vedi inv. n. R62)

Domenico Guzman
Nacque nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna) da Felice di Gusmán e da Giovanna d'Aza. Studiò nelle scuole di Palencia e, terminati gli studi, a 24 anni entrò tra i "canonici regolari" della cattedrale di Osma, dove fu consacrato sacerdote. Nel 1203 il vescovo di Osma, Diego, dovendo compiere una missione diplomatica in Danimarca per incarico di Alfonso VIII, re di Castiglia, lo scelse come compagno di viaggio. Il contatto con le popolazioni della Francia meridionale in balìa dell'eresia catara e l'entusiasmo delle cristianità nordiche per le "grandi imprese missionarie" verso l'Est, costituirono per i due compagni una rivelazione. Di ritorno da un secondo viaggio in Danimarca scesero a Roma (1206) e chiesero al papa di potersi dedicare all'evangelizzazione dei pagani. Ma Innocenzo III li orientò verso la predicazione nell'Albigese (Francia), da lui promossa fin dal 1203. Domenico accettò la consegna e restò sulla breccia anche quando si dissolse la Legazione pontificia e l'improvvisa morte di Diego (30 dicembre 1207) lo lasciò solo. Nel 1215 Folco, vescovo di Tolosa, che nel 1206 gli aveva concesso S. Maria di Prouille per raccogliere le donne che abbandonavano l'eresia e per farne un centro della predicazione, lo nominò predicatore della sua diocesi. Intanto alcuni amici si erano uniti a lui, che stava maturando l'idea di dare alla Predicazione forma stabile e organizzata. Insieme a Folco si recò nel 1215 a Roma per partecipare al Concilio Lateranense IV e anche per sottoporre il suo progetto a Innocenzo III che lo approvò. L'anno successivo Onorio III approvò il nuovo "Ordine dei Frati Predicatori". Dal 1217 disseminò i suoi frati in Europa, inviandoli soprattutto a Parigi e a Bologna, principali centri universitari del tempo. Nel 1220 e nel 1221 presiedette a Bologna i primi due Capitoli Generali, destinati a redigere la "magna carta" e a precisare gli elementi fondamentali dell'Ordine. Morì il 6 agosto 1221 nel convento di Bologna. Gregorio IX lo canonizzò il 3 luglio 1234. Il suo corpo dal 5 giugno 1267 è custodito in un'arca marmorea nella chiesa a lui dedicata a Bologna e e fu eletto "Patrono e Difensore perpetuo della città;". La sua memoria è celebrata l'8 agosto.
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XVIII - XIX


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