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Reliquia di S. Caterina martire
Datazione Sec. XVIII - XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R50
Vecchio inventario:
Materiale: Carta vergatina
Tecnica: Involto
Descrizione:

Involto di carta portante la seguente iscrizione manoscritta autografa di don Luigi Pettenati, delegato per le reliquie della diocesi di Fidenza a metà del XIX secolo: S. Catharina V. M. / se dentro manca l'autentica / è stata autent. per / Garimberti / Pettenati. Sul verso vi è il sigillo ceruleo spezzato del vescovo Pier Grisologo Basetti, ricoperto da un altro strato di cera lacca non impressa. All'interno dell'involto vi è un altro piccolo involto di carta contenente la reliquia, che in origine doveva essere racchiusa in un perduta teca d'argento, come si evince dalla fede d'autenticità - probabilmente originaria - sottoscritta dal patriarca di Antiochia Domenico Giordano nel 1770 (inv. n. G10).
GG

Descrizione: Note storiche
Non esistono notizie sicure della vita e della morte. Parlano di lei alcuni testi redatti tra il VI e il X secolo, cioè tardivi rispetto all’anno 305, indicato come quello della sua morte. Sarebbe stata una diciottenne cristiana, figlia di nobili e vivente ad Alessandria d’Egitto, dove nel 305 arrivò Massimino Daia, nominato governatore d'Egitto e Siria (che si proclamò “Augusto”, cioè imperatore, nel 307, morendo suicida nel 313). Per l’occasione si celebrarono feste grandiose, che includevano anche il sacrificio di animali alle divinità pagane. Un atto obbligatorio per tutti i sudditi, e quindi anche per i cristiani. Caterina si presentò a Massimino, invitandolo a riconoscere invece Gesù Cristo come redentore dell’umanità, e rifiutando il sacrificio. Il governatore convocò un gruppo d'intellettuali perché la convincessero a venerare gli dèi. Ma fu lei che convince loro a farsi cristiani. Per questa conversione, Massimino li fece uccidere tutti, poi richiamò Caterina e le propose addirittura il matrimonio. Indispettito dai reiterati rifiuti, il governatore la condannò ad essere straziata da una grande ruota dentata. Ma rimase miracolosamente illesa, e allora fu decapitata. Gli angeli portarono allora il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove l’altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama ancora oggi Gebel Katherin. Alcuni studiosi ritengono che il racconto leggendario indichi una traslazione del corpo sul monte, avvenuta però in epoca successiva. Dal monte le spoglie furono infine portate nel monastero a lei dedicato, ai suoi piedi. Il suo culto si diffuse anche fuori dall’Egitto. La santa appare in una pittura dell’VIII secolo nella basilica romana di San Lorenzo e a Napoli (sec. X-XI) nelle catacombe di San Gennaro, e più tardi in molte parti d’Italia, così come in Francia e nell’Europa centro-settentrionale. In Francia, divenne la patrona degli studenti di teologia e la titolare di molte confraternite femminili; fu la protettrice delle apprendiste sarte. Aveva anche il patronato dei Mugnai e dei carrettieri, cioè dei mestieri che comportano l'uso delle ruote. La sua memoria si celebra il 25 novembre.
Misure: 4 x 7,45 x 0,35 cm
Stato Conservazione: Discreto
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Palazzo vescovile di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XVIII - XIX
Peso: 1,3 gr


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