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Reliquie delle Ss. martiri Teodosia, Delfina, Gilla, Castellina, Felicia, Rosalia, Palomba, Candida, Fausta, Perfetta, Amanda, Blanda e Fruttuosa
Datazione Sec. XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R251
Vecchio inventario:
Tecnica: Ritaglio, saldatura, incollaggio
Descrizione:

Teca ovale d'ottone costituita da un contenitore anteriore, con cornice, falda e vetro, e da um coperchio posteriore munito d'occhiolo di sospensione. Racchiude un vassoietto di cartoncino ricoperto di tessuto dorato con sovrapposte divisioni a voluta, con inseriti spirali di filo argentato, fra le quali sono incollate le reliquie con i rispettivi cartellini che portano le iscrizioni manoscritte: 1) S. Teodosiae M., 2) S. Delfinae, 3) S. Gillae, 4) S. Castellinae 5) S. Feliciae, 6) S. Rosaliae, 7) S. Faustae, 8) S. Candidae, 9) S. Perfectae, 10) S. Amantiae, 11) S. Blandae, 12) S. Fructuosae.
Sul verso del vassoio vi è il sigillo ceruleo del vescovo di Fidenza Gaetano Camillo Guindani, che redasse la fede di autenticità (inv. n. G165), dalla quale si evince che le reliquie erano già state riconosciute dal predecessore Luigi Sanvitale.
GG

Descrizione:

Note storiche


Rosalia
Vergine, non martire, del XII secolo, è divenuta patrona di Palermo nel 1666 con culto ufficiale esteso a tutta la Sicilia. La sua storia è quella d'una ricchissima e nobile fanciulla palermitana di origini normanne, Rosalia Sinibaldi, secondo la tradizione morta nel 1160 in una grotta sul monte Pellegrino, dove si era ritirata per condurre vita eremitica. Nel 1624, mentre a Palermo la peste decimava il popolo, lo spirito di Rosalia apparve in sogno ad una malata, e poi ad un cacciatore. A lui Rosalia indicò la strada per ritrovare le sue reliquie, chiedendogli di portarle in processione per la città. Così fu fatto: e dove quei resti passavano i malati guarivano, e la città fu purificata in pochi giorni. Da allora, a Palermo, la processione della patrona della città si ripete ogni anno. Fu inclusa nel Martirologio romano nel 1630 da papa Urbano VIII. La sua festa è il 4 settembre.


N.B.: Per le altre reliquie raccolte nella teca non è possibile fornire dati certi. Si potrebbe pensare trattarsi delle reliquie di corpi di Santi battezzati, cioè dei corpi santi che dopo essere stati scoperti nelle catacombe, con «gli [...] indizii della Santità e specialmente del martirio [...]. Fu stile introdotto già da tempo dai Romani Pontefici di estrarre dai Romani Cimiteri corpi e ss. Reliquie, per mandarli in dono alle chiese più lontane, [...]. E quando mancavano di nome, gliene imponevano uno, affinché potessero essere esposte alla pubblica venerazione.» [cfr.: Luigi Pettenati, Deputazione per la ricognizione delle Sacre Reliquie nella diocesi di Borgo San Donnino..., 1851, p. 19; Ms. conservato nell'Archivio Diocesano di Fidenza.] Comunque, in qualche caso il culto di sante omonime è documentato e perciò se ne riportano le notizie, anche se non è possibile collegarvele con certezza, mentre gli altri nomi non si trovano neppure negli elenchi ufficiali.


Teodosia
Una martire con questo nome era ricordata fra i compagni martiri di Domezio, uccisi durante la tirannia di Giuliano l'apostata, ma il confronto fra le fonti agiografiche ha fatto stabilire trattarsi di Teodosio, quindi un maschio.


Candida
Secondo il Martirologio Romano, una santa con questo nome subì il martirio a Cartagine al tempo dell'imperatore Massimiano il 20 settembre d'un anno imprecisato. Tuttavia, il Baronio non cita documenti antichi all'infuori del Galesino e del calendario della Chiesa di Cordova in Spagna. La menzione di Santa Candida vergine e martire si trova anche nei calendari mozarabici. È ricordata il 20 settembre.


Fausta
Una santa romana con questo nome e citata come madre di S. Anastasia, nella passio di questa. Dato però che il testo della narrazione non presenta alcuna validità storica, si ritiene che questo nome non sia altro che un'invenzione del biografo. D'altra parte nessun martirologio antico, né medievale, fa menzione di una Fausta madre di s. Anastasia. Fu il Baronio che estrasse dalla passio il nome e lo inserì nel Martirologio Romano al 19 dicembre con l'arbitraria qualifica di martire.
Altra martire con lo stesso nome si venerava a Narni, ma originaria di Cizico, nella Prepontide (Asia Minore), dove si festeggiava il natale dei santi Martiri Fausta Vergine ed Evilasio, sotto l'imperatore Massimiliano. Era indicata anche nel Martirologio Romano, ma le informazioni su di lei sono state ricavate esclusivamente dagli Atti, o più propriamente da una Passio, alla quale gli storici attribuiscono un valore pressoché nullo. Comunque le sue reliquie furono oggetto di una doppia traslazione: alla metà del sec. VI a Narni e poi nel sec. IX a Lucca. È ricordata il 20 settembre.


Blanda
Esiste una Blandina martire a Lione nel II secolo ed è ricordata il 2 giugno.

Misure: 12,54 x 8,89 x 2,13 cm
Stato Conservazione: Discreto
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Parrocchia di S. Tommaso Becket di Cabriolo
Esposizione: No
Epoca: Sec. XIX
Peso: 154,6 gr


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