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Reliquie dei Bb. Gaspare de Bono e Nicolò da Longobardi
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R124
Vecchio inventario:
Materiale: Argento, vetro, cartoncino, carta, filo angentato
Tecnica: Ritaglio, saldatura, cesello, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'argento costituita dal contenitore anteriore (manca il coperchio posteriore) con cornice cesellata a lobi, falda e vetro. Racchiude un vassoietto di cartoncino dipinto di rosa, con cornice a volute di carta dorata sulle coste, sul quale sono incollate le reliquie e i cartigli con le iscrizioni manoscritte: 1) B. Gasp. de Bon.  2) B. Nicolai a Lon..
Dalla fede di autenticità redatta dal vescovo di Fidenza Pietro Grisologo Basetti (inv. n. G60, scritta erroneamente come la G62, alla quale è aggiunta la reliquia di S. Francesco di Paola), si evince che le reliquie erano già state riconosciute dal predecessore Alessandro Garimberti.
GG
Descrizione:

Note storiche
Gaspare de Bono
Nato a Valencia, il 5 gennaio del 1530. A trent’anni, combattendo nell’esercito di Carlo V, fu gravemente ferito e ispirato da Dio questo divenne l’occasione per abbandonare la carriera militare ed entrare nell’Ordine dei Minimi. La sua vita è segnata dall’impegno della continua conversione e rispecchia perfettamente la spiritualità penitenziale dell’Ordine. Gli elementi tipici della sua fisionomia spirituale sono stati la preghiera, l’umiltà e la penitenza, uniti con lo spirito perfetto di servizio. Morì nel convento di San Sebastiano a Valencia, il 14 luglio del 1604, e fu beatificato da Pio VI, il 17 settembre del 1786. Il popolo lo conosce come Il Santo Beato. Le reliquie che sono rimaste sono conservate nella parrocchia di San Nicola a Valencia.
Nicolò
Nacque a Longobardi il 6 gennaio 1619 da Fulvio Saggio e Aurelia Pizzini, primo di tre figli, e al battesimo gli fu imposto il nome di Giovanbattista. Aiutò il padre nel lavoro dei campi. A venti anni decise di entrare in monastero, ma ostacolato dai genitori, sarebbe divenuto cieco, riacquistando la vista solo quando fu lasciato libero. Vestito l'abito francescano e fu assegnato al Convento di Paola. Terminato l'anno di noviziato, passò a Longobardi e poi a S. Marco Argentano, a Montalto, Cosenza, Spezzano e Paterno. Mancando a Roma, nel Collegio di S. Francesco di Paola ai Monti, un religioso, fu inviato presso la parrocchia del Collegio. In questo periodo si recò pellegrino al Santuario di Loreto. Divenuto troppo popolare, nel 1693 i suoi superiori lo fecero tornare in Calabria, che in quel periodo era in allarme a causa delle continue scosse di terremoto. I marchesi della Valle lo invitarono nel loro feudo di Fiumefreddo, dove vivevano con paura. Da allora le scosse cessarono. Nel 1696 fu trasferito a Longobardi, dove avrebbbe compiuto una serie di prodigi. Negli ultimi anni della sua vita fu richiamato a Roma, dove avrebbe manifestato il dono dell' ubiquità, e previsto la data della sua morte, che arrivò il 2 febbraio 1709.

Misure: 2,09 x 2,65 x 0,67 cm
Stato Conservazione: Discreto
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: No
Peso: 5,6 gr


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