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Reliquie dei Ss. Gerolamo, Pio V e Gregorio papi, Ambrogio, Agostino, Bonaventura, Atanasio, Francesco di Sales, Basilio Maggiore e Pietro Alessandro vescovi
Datazione Sec. XVIII - XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R137
Vecchio inventario:
Materiale: Argento, vetro, cartoncino, filo argentato, carta, cera lacca
Tecnica: Ritaglio, saldatura, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'argento costituita dal contenitore anteriore (manca il coperchio posteriore) con cornice lavorata a zig zag, falda e vetro. Racchiude un vassoietto di cartoncino colorato di rosa, con cornice e divisioni a volute di carta dorata con un inserto di spirale argentata, sul quale sono incollate le reliquie ed i cartigli con le iscrizioni manoscritte: 1) S. Ambr. Ep.  2) S. Augus. Ep. 3) S. Hieron. Pr. 4) S. Bonav. Ep. 5) S. Athan. Ep. 6) S. Franc. Sal. Ep. 7) S. Basil. Mag. 8) S. Petri Alex. Ep. 9) S. Pii V pap. 10)  S. Greg. Pap. E. D..
Dalla fede di autenticità redatta dal vescovo di Fidenza Pietro Grisologo Basetti (inv. n. G63), si evince che le reliquie erano già state riconosciute dal predecessore Alessandro Garimberti.
GG
Descrizione:

Note storiche
Gerolamo (vedi inv. n. R33)
Pio V (vedi inv. n. R222)
Gregorio (vedi inv. n. R125)
Ambrogio (vedi inv. n. R233)
Agostino (vedi inv. n. R14)
Bonaventura
Nacque nel 1218 a Bagnorea, e quando entrò nell'Ordine, i francescani si erano spinti fino a Parigi, a Oxford, a Cambridge, a Strasburgo e in altre università europee. L'evoluzione non era stata indolore. Parecchi della "vecchia" generazione guardavano con perplessità all'allentata disciplina religiosa e all'apertura culturale dei giovani frati. A frate Egidio, che nella sua semplicità gli chiese come avrebbe potuto salvarsi lui, privo di ogni scienza teologica, rispose: «Se Dio dà all'uomo soltanto la grazia di poterlo amare, questo basta... Una vecchierella può amare Dio anche più di un maestro di teologia». Dotato di buon senso, pratico e speculativo al tempo stesso, seppe applicare al tronco francescano gli innesti delle giovani generazioni con le accresciute esigenze, anche culturali, smentendo quanti paventavano, come Jacopone da Todi, che la scienza portasse detrimento alla semplicità della regola francescana. Discepolo di Alessandro di Hales a Parigi, come S. Tommaso rimase in questa città prima come maestro di teologia, poi come generale dei frati Minori. Creato cardinale, dovette accettare anche la consacrazione episcopale in precedenza rifiutata, ed ebbe la sede suburbicaria di Albano Laziale. Da Gregorio X ebbe l'incarico di preparare il secondo concilio di Lione, al quale era stato invitato anche Tommaso d'Aquino, morto due mesi prima dell'apertura. Morì anch'esso durante il Concilio, il 15 luglio 1274, assistito personalmente dal papa.
Alla base della sua dottrina teologica, con la parola e con gli scritti (tra i suoi libri più noti l'Itinerario della mente in Dio), è l'amore o carità. «Non basta - scrisse - la lettura senza l'unzione; non basta la speculazione senza la devozione; non basta l'indagine senza la meraviglia; non basta la circospezione senza l'esultanza; l'industria senza la pietà; la scienza senza la carità; l'intelligenza senza l'umiltà; lo studio senza la grazia». La sua memoria si celebra il 15 luglio.
Atanasio (vedi inv. n. R261)
Francesco di Sales (vedi inv. n. R111)
S. Basilio Magno (vedi inv. n. R241)
Pietro Alessandro (?)

Misure: 5,4 x 4,52 x 1,1 cm
Stato Conservazione: Discreto
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XVIII - XIX
Peso: 18,6 cm


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