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Reliquie dei Ss. Vigilio, Timoteo e Cipriano vescovi e martiri
Datazione Sec. XVIII - XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R144
Vecchio inventario:
Materiale: Argento, cartoncino, carta
Tecnica: Ritaglio, saldatura, cesello, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'argento costituita dal contenitore anteriore (manca il coperchio posteriore) con cornice lavorata a lobi, falda e vetro. Racchiude un vassoietto di cartoncino dipinto di rosa, con cornice e divisioni a volute di carta dorata sulle coste, sul quale sono incollate le reliquie e i cartigli con le iscrizioni manoscritte: 1) S. Vigilii Ep M. 2) S. Timothei Ep. M . 3) S. Cypriani Ep. M..
Dalla fede di autenticità redatta dal vescovo di Fidenza Pietro Grisologo Basetti (inv. n. G51), si evince che le reliquie erano già state riconosciute dal predecessore Alessandro Garimberti.
GG
Descrizione: Note storiche
Vigilio (vedi inv. n. 151)
Timoteo
Di padre pagano e madre ebreo-cristiana, Eunice, fu discepolo e collaboratore di san Paolo, che lo “arruolò” a Listra (Asia Minore) nel suo secondo viaggio missionario. Restò sempre con Paolo, salvo quando lo mandò in missione nelle chiese che aveva fondato, per correggere errori e mettere pace, come a Tessalonica e a Corinto. Dopo la prima carcerazione di Paolo a Roma, prese la guida dei cristiani di Efeso, che continuò ad amministrare anche dopo il martirio di Paolo fino alla morte, che una tradizione colloca nell’anno 97. La sua memoria si celebra il 26 gennaio. 
Cipriano
Nacque a Cartagine intorno al 210. Battezzato verso il 245, nel 249 fu eletto vescovo della città. Nel 250 l’imperatore Decio ordinò a tutti i sudditi di onorare le divinità pagane (offrendo sacrifici, o anche solo bruciando un po’ d’incenso) ricevendo così il libello. Per chi si fosse rifiutato la pena sarebbe stata il carcere, la tortura e la morte. Cipriano si nascose, guidando i fedeli come potè dalla clandestinità. Cessata la persecuzione (primavera 251), molti cristiani che avevano ceduto per paura avrebbero voluto tornare nella Chiesa. Ma quelli che avevano resistito si divisero tra indulgenti e rigoristi. Più vicino ai primi, Cipriano con altri vescovi d’Africa indicò la via più moderata, inimicandosi i fautori dell’epurazione severa. Morto in guerra Decio, il suo successore Treboniano Gallo fu spinto a perseguitare i cristiani, che la “voce del popolo” accusava di propagare la peste, ed anche il successore di questo, Valeriano, ordinò un’altra persecuzione e Cipriano venne mandato in esilio, dove apprese che il nuovo papa Sisto II era morto martire a Roma, col diacono Lorenzo. Liberato, fece ritorno a Cartagine, ma nel settembre 258 lo arrestarono di nuovo e lo decapitarono. La sua memoria si celebra il 16 settembre.
Misure: 3,4 x 2,85 x 0,84 cm
Stato Conservazione: Discreto
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XVIII - XIX
Peso: 7 gr


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