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Reliquie dei Ss. Apostoli Simone, Taddeo e Mattia
Datazione Sec. XVIII - XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R142
Vecchio inventario:
Materiale: Argento, cartoncino, carta
Tecnica: Ritaglio, saldatura, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'argento costituita dal contenitore anteriore (manca il coperchio posteriore) con cornice lavorata a zig - zag, falda e vetro. Racchiude un vassoietto di cartoncino dipinto di rosa, con cornice e divisioni a volute di carta dorata sulle coste, sul quale sono incollate le reliquie e i cartigli con le iscrizioni manoscritte: 1) S. Simonis Ap. 2) S. Thaddei Ap. 3) S. Matthiae Ap..
Dalla fede di autenticità redatta dal vescovo di Fidenza Pietro Grisologo Basetti (inv. n. G70), si evince che le reliquie erano già state riconosciute dal predecessore Alessandro Garimberti.
GG
Descrizione: Note storiche
Simone
È il più sconosciuto di tutti gli apostoli. Per distinguerlo da Simon Pietro gli evangelisti Matteo e Marco gli diedero il soprannome di "Zelota" o Cananeo, che può indicare sia la città di provenienza (Cana), sia la sua appartenenza al partito degli "Zelanti", i "conservatori" delle tradizioni ebraiche. Nulla si sa della sua conversione. Secondo notizie incerte riferite dallo storico Eusebio, pare sia stato il successore di Giacomo sulla cattedra di Gerusalemme, negli anni della tragica distruzione della città. Anche la sua attività oltre i confini della Palestina è dedotta dai leggendari Atti di Simone e Giuda, secondo i quali i due apostoli percorsero insieme le dodici province dell'impero persiano. Altre fonti gli assegnano invece l'Egitto, la Libia e la Mauritania. Secondo una notizia di Egesippo, avrebbe subito il martirio durante l'impero di Traiano, nel 107, a centovent'anni. A S. Pietro in Vaticano le reliquie di Simone e Giuda Taddeo sono venerate dal 27 ottobre 1605 all’altare centrale del transetto sinistro o tribuna dei Ss. Apostoli Simone e Giuda, che dal 1963 è stato dedicato a S. Giuseppe Patrono della Chiesa Universale. I resti erano precedentemente posti ad un altare a loro dedicato nell’antica basilica, che fu trasformato in cappella da Paolo III. Il capo di S. Simone si trova nel Museo del Duomo di Pienza. La loro festa si celebra il 28 ottobre.
Giuda
Non va confuso con l'omonimo G. Iscariota. Fratello di Giacomo, era detto Taddeo, cioè "dal petto largo", che vuol dire "magnanimo". Nell'ultima cena, accanto al suo omonimo, domandò a Gesù: «Signore, che cosa è avvenuto, che tu debba manifestarti a noi e non al mondo? ». E Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio l'amerà e verremo a lui, e faremo una cosa sola». Dopo l'Ascensione andò a portare nel mondo la Buona Novella. Secondo qualcuno, avrebbe evangelizzato la Mesopotamia; secondo altri la Libia. Si crede che morisse anch'egli Martire, e il suo corpo sarebbe stato sepolto in Persia. Oggi le sue reliquie sono venerate in S. Pietro a Roma. Nella sua breve "lettera", rimproverò i fomentatori di discordie, che chiamò «nuvole senza acqua, portate qua e là dai venti; alberi d'autunno, senza frutto, onde furiose del mare, che spumano le proprie turpitudini. astri erranti, ai quali sono serbate in eterno le tenebre più profonde [...] Costoro sono mormoratori queruli che vivono secondo i loro appetiti, e la loro bocca parla di cose superbe, e se lodano qualcuno, lo fanno per fini interessati». La sua memoria liturgica si celebra il 28 ottobre.
Mattia
Dopo l’Ascensione di Gesù, Pietro disse alla piccola comunità cristiana di Gerusalemme che bisognava dare un sostituto a Giuda Iscariota, riportando a dodici il numero degli apostoli. Lasciò la scelta ai fratelli di fede. Bisognava scegliere il nuovo apostolo «tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo» (Atti). I fedeli ne individuarono due: Mattia e Giuseppe detto Barsabba. Si fece il sorteggio, dopo aver invocato il Signore e ne usci eletto Mattia, «che fu associato agli undici apostoli».
È l’unico dei Dodici che non abbia ricevuto direttamente la chiamata da Gesù. Poi, non si sa più nulla; solo racconti tradizionali, privi di qualsiasi supporto storico, che parlano della sua predicazione, ma con totale discordanza sui luoghi, chi dice in Giudea, chi invece in Etiopia. La tradizione ha tramandato l'immagine d'un uomo anziano con in mano un'alabarda, simbolo del suo martirio. Ma non c'è evidenza storica di morte violenta. Come non è certo che sia morto a Gerusalemme e che le reliquie siano state poi portate da sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, a Treviri, dov'è venerato come patrono. È ricordato nella liturgia del 14 maggio.
Misure: 3,08 x 2,6 x 0,80 cm
Stato Conservazione: Discreto
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Cattedrale di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XVIII - XIX
Peso: 4,7 gr


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