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Reliquie dei Ss. Antonio e Bernardo abati, Apollonia e Lucia martiri, Francesco di Sales e Luigi Gonzaga
Datazione Secc. XIX-XX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R63
Vecchio inventario:
Materiale: Ottone, vetro, cartoncino, seta, carta dorata, carta
Tecnica: Ritaglio, saldatura, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'ottone composta da un contenitore anteriore, costituito da cornice falda e vetro, e da un coperchio posteriore, nella quale è rachiuso un vassoietto di cartoncino, ricoperto di seta rossa e orlato da una spirale di filo argentato, su quale - sopra selline di carta dorata - sono incollate le reliquia ed i due cartellini, uno singolo centrale ed uno ovale ad anello lungo il perimetro, con le iscrizioni: 1) S. Antonii Ab., 2) S. Franc. Sales. S. Vincent Fer. S. Apolloniae. S. Alovisii Gons. S. Luciae . S. Bernard. Ab.
Sul verso del vassoietto vi è il sigillo ceruleo del vescovo di Fidenza Leonida Mapelli.
GG
Descrizione:

Note storiche
Antonio abate (vedi inv. n. R235)
Bernardo di Chiaravalle
Nato a Digione nel 1090, a 22 anni entrò nel monastero fondato da Roberto di Molesmes a Cîteaux ( Cistercium in latino, da cui cistercensi). A 25 anni lo mandarono a fondarne un altro a Clairvaux, campagna disabitata che diventò la Clara Vallis sua e dei monaci. Riservato, quasi timido ma certo non privo di carattere, il Papa e la Chiesa furono le sue stelle fisse, ma tanti ecclesiastici gli andavano di traverso. Fu severo anche coi monaci di Cluny, secondo lui troppo levigati, con chiese troppo adorne, "mentre il povero ha fame". Ai suoi cistercensi chiese meno funzioni, meno letture e tanto lavoro. Scagliò sull’Europa incolta i suoi miti dissodatori, apostoli con la zappa, che misero all’ordine la terra e l’acqua, e con esse gli animali, cambiando con fatica e preghiera la storia europea. Fu chiamato spesso a missioni di vertice, come quando percorse tutta l’Europa per farvi riconoscere il papa Innocenzo II (Gregorio Papareschi), insidiato dall’antipapa Pietro de’ Pierleoni (Anacleto II), e lo scisma finì. Questo asceta, però, non sempre riuscì ad apprezzare chi esplorava altri percorsi di fede. Bernardo attaccò duramente la dottrina trinitaria di Gilberto Porretano, vescovo di Poitiers. E fece condannare l’insegnamento di Pietro Abelardo (docente di teologia e logica a Parigi) preannunciatore di Tommaso d’Aquino e Bonaventura. Nel 1145 salì al pontificato il suo discepolo Bernardo dei Paganelli, e lui gli mandò un trattato buono per ogni papa, ma adattato per lui, con l’invito a non illudersi su chi aveva intorno. Eugenio III lo chiamò a predicare la crociata (la seconda) in difesa del regno cristiano di Gerusalemme. Impresa che falli davanti a Damasco. Scrisse la regola dei Cavalieri del Tempio. Quando arrivava in una città, le strade si riempivano di gente, ma tornato in monastero, rieccolo obbediente alla regola come tutti: preghiera, digiuno, e tanto lavoro. Ha lasciato 331 sermoni, più 534 lettere, più i trattati famosi: su grazia e libero arbitrio, sul battesimo, sui doveri dei vescovi... E gli scritti, affettuosi su Maria madre di Gesù, che egli chiamava mediatrice di grazie (ma non riconosceva la dottrina dell’Immacolata Concezione). Patì momenti amari negli ultimi anni della sua vita: difficoltà nell’Ordine, la diffusione di eresie e la sofferenza fisica. Morì a Clairvaux il 20 agosto 1153 e fu sepolto nella chiesa del monastero, ma con la Rivoluzione francese i suoi resti andarono dispersi, tranne la testa, ora nella cattedrale di Troyes. Proclamato santo da Alessandro III nel 1174, nel 1830 Pio VIII gli attribuì il titolo di Dottore della Chiesa. Patrono degli Apicultori, la Chiesa ne fa memoria 20 agosto.
Apollonia (vedi inv. n. R65)
Lucia (vedi inv. n. R231)
Francesco di Sales (vedi inv. n. R111)
Luigi Gonzaga (vedi inv. n. R27)

Misure: 5,33 x 4,38 x 1,62 cm
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Palazzo vescovile di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XIX-XX
Peso: 38,5 gr


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