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Reliquia di S. Tommaso Becket vescovo e martire
Datazione Sec. XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R264
Vecchio inventario:
Materiale: Argento, vetro, seta, filo argentato, cartoncino, carta dorata, cera lacca
Tecnica: Saldatura, taglio, doratura, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'argento composta da un contenitore anteriore - costituito da cornice e falda con vetro - e da un coperchio posteriore. Racchiude un vassoietto di cartoncino ricoperto di seta rossa, decorato da una cornice a doppio ovale concentrico e ghirigori di carta dorata sulle coste con degli inserti di spirali di filo argentato, sul quale è incollata, sopra un fiore di carta dorata, la reliquia e il cartiglio arcuato con l'iscrizione manoscritta: S. Thomae Ep. Sul verso del vassoietto c'è il sigillo ceruleo del vescovo di Fidenza Gaetano Camillo Guindani, che sottoscrisse la fede di autenticità (inv. n. G179), dalla quale si evince che la reliquia era già stata riconosciuta dal predecessore Giovanni Neuschel.
GG
Descrizione:

Note storiche
Nato a Londra da padre normanno verso il 1117, fu ordinato arcidiacono e collaboratore dell'arcivescovo di Canterbury, Teobaldo. Sotto Enrico II fu cancelliere del regno d'Inghilterra, ambizioso, audace, con uno spiccato gusto per la magnificenza e, all'occorrenza coraggioso, particolarmente quando si trattava di difendere i buoni diritti del suo re, del quale era amico e compagno nei momenti di distensione e di divertimento.
Quando nel 1161 morì Teobaldo, il re, grazie al privilegio accordatogli dal papa, scelse Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury. Ma egli l'avvertitì: "Sire, se Dio permette che io diventi arcivescovo di Canterbury, perderò l'amicizia di Vostra Maestà".
Ordinato sacerdote il 3 giugno 1162 e consacrato vescovo il giorno dopo, non tardò a mettersi in urto col sovrano. Le Costituzioni di Clarendon del 1164 ripristinarono certi abusivi diritti regi decaduti. L'arcivescovo rifiutò di riconoscerle e si sottrasse alle ire del sovrano fuggendo in Francia, dove visse sei anni di esilio, in un monastero cistercense.
Conclusa una pace formale, grazie ai consigli di moderazione di papa Alessandro III, col quale s'incontrò, poté far ritorno a Canterbury, accolto trionfalmente dai fedeli, che salutò dicendo: "Sono tornato per morire in mezzo a voi". Sconfessò quindi i vescovi che erano scesi a patti col re, accettando le Costituzioni. Il re perse la pazienza, lasciandosi sfuggire una frase incauta: "Chi mi toglierà di mezzo questo prete intrigante?".
Quattro cavalieri armati partirono per Canterbury. L'arcivescovo venne avvertito, ma restò al suo posto. "La paura della morte non deve farci perdere di vista la giustizia", disse. Accolse i sicari del re nella cattedrale, vestito dei paramenti sacri. Si lasciò pugnalare senza opporre resistenza, mormorando: "Accetto la morte per il nome di Gesù e per la Chiesa". Era il 29 dicembre del 1170. Tre anni dopo Alessandro III lo canonizzò. La sua festa è celebrata il giorno della sua morte.

Misure: 4,35 x 3,75 x 1,35 cm
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Parrocchia di S. Tommaso Becket di Cabriolo
Esposizione: No
Epoca: Sec. XIX
Peso: 22,4 gr


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