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Reliquie delle Ss. Teresa d'Avila, Gertrude, Maria Maddalena de' Pazzi, Angela Merici e della B. Orsolina di Parma
Datazione 1832
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R46
Vecchio inventario:
Materiale: Ottone argentato, vetro, cartoncino, seta e filo dorato, cera lacca
Tecnica: Ritaglio, saldatura, argentatura, incollaggio
Descrizione: Teca ovale d'ottone argentato composta da un contenitore anteriore - costituito da cornice e falda con vetro - e da un coperchio posteriore con sulla falda l'occhiolo di sospensione. Racchiude un vassoio di cartoncino, con cornice dorata sulla costa e decorata da un cordoncino ritorto di seta e oro, ricoperto di grossa tela scura sul quale sono incollate in incorniciature di carta dorata e argentata le cinque reliquie con i cinque cartigli, due dei quali hanno iscrizioni manoscritte: 1) S. Teresiae Virg. 2) S. Gertrudis Virg., mentre gli altri tre hanno iscrizioni a stampa: 1) S. M. Magd. Pas., 2) S. Angelae Mer. 3) B. Ursulinae V.
Sul verso del vassoietto c'è il sigillo ceruleo del vescovo di Parma Vitale Loschi, che sottoscrisse anche la fede di autenticità (inv. G37), dalla quale si evince che le reliquie erano state riconosciute dal predecessore Adeodato Turchi.
GG  
Descrizione:

Note Storiche
Teresa (vedi inv. n. R34)
Gertrude (di Helfta, detta la Grande)
Nacque ad Eisleben (Turingia) nel 1256. Entrò in monastero a 5 anni presso le monache Cistercensi di Helfta (Sassonia). Affidata a santa Mechtilde di Hackern, ebbe una formazione completa, letteraria, filosofica, teologica e musicale. A 25 anni scoprì la vita mistica, con una visione di Gesù (27 gennaio 1281). Consacratasi completamente a Dio, né ebbe grandi esperienze di unione, accompagnate da fenomeni straordinari quali la ferita d’amore, lo scambio dei cuori e le stigmate interiori. Si dedicò alla preghiera e alla contemplazione, impiegando la sua cultura per la stesura di testi di fede, tra cui i celebri Exercitia e le Rivelazioni. Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto. Morì il 17 novembre del 1301 e fu dimenticata fino al XVI secolo, quando i Certosini pubblicarono i suoi scritti, traducendoli in varie lingue e svelando la sua grandezza e le sue anticipazioni alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Fu canonizzata nel 1677. È patrona delle Indie Occidentali, di Tarragona e del Perù, e invocata contro il diabete. La sua festa si celebra il 16 novembre.
Maria Maddalena de' Pazzi (vedi inv. n. R207)
Angela Merici
Nata a Desenzano sul Garda, entrò giovanissima nel Terz'ordine francescano per obbligarsi a una vita religiosa più intensa e fattiva.
Cresciuta in una famiglia di contadini, dopo la perdita dei genitori, a quindici anni, volle avventurarsi in lunghi pellegrinaggi e raggiunse la Terrasanta, che però poté poté ammirare per una misteriosa cecità temporanea, che la privò della vista giusto il tempo che trascorse in Palestina. In una visione vide una lunga scala che poggiava sulla terra e spariva su nel cielo, percorsa da una fitta schiera di fanciulle. Comprese che la sua vocazione era quella dell'assistenza spirituale e materiale delle giovani. La scuola in quell'epoca era ancora appannaggio delle famiglie facoltose ed era riservata ai maschi, avviati alla carriera religiosa, politica, diplomatica o militare.
Ebbe quindi un compito assai vasto e rivoluzionario, e per dare continuità alla sua iniziativa fondò a Brescia nel 1535 la compagnia di S. Orsola, una congregazione di religiose dimesse (cioè umili, senza una particolare divisa che le contraddistinguesse), conosciute ormai in tutto il mondo col nome di Orsoline, col compito di aprire convitti e scuole femminili, precorrendo gli stessi Istituti secolari, e la cui regola venne stampata dopo la sua morte. Morì a Brescia nel 1540. Fu beatificata nel 1768 da Clemente XIII e canonizzata nel 1807 da Pio VII. Festeggiata dapprima il 31 maggio, poi, dal 1955, il 10 giugno - per lasciare il posto alla festività di Maria Regina - è ora ricordata nel giorno della morte, il 27 gennaio.
Orsolina (Veneri)
Nacque a Parma nel 1375, figlia di Pietro e Bertolina. A undici anni fu guarita da una grave infermità per intercessione di San Pietro Martire. Manoscritti conservati nell'Archivio di Stato di Parma e in quello comunale di Siena, redatti dai suoi confessori, testimoniano in lei un'intensa vita spirituale e il dono della contemplazione. Come oblata fu vicina alle Benedettine dei monasteri di Parma.
Nella sua vita trovò eco il problema dello scisma avignonese che angustiava la Chiesa: per due volte, pur senza esiti positivi, andò ad Avignone, accompagnata dalla madre, per convincere Clemente VII a porre fine alla divisione nella Chiesa.
Al ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa (1396) si fermò a Venezia dove lasciò un'impronta così viva, che a distanza di quarant'anni la Repubblica voleva promuoverne la canonizzazione e dedicarle un monastero. Mandata in esilio da Ottone Terzi che si era impadronito di Parma, sconfiggendo i Rossi al cui partito apparteneva la famiglia dei Veneri, morì a Verona il 7 aprile 1410. Il corpo fu portato nella Chiesa di San Quintino dalla madre. È ricordata nella liturgia del 7 aprile.

Misure: 5,75 x 4,33 x 1,15 cm
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Palazzo vescovile di Fidenza
Esposizione: No
Epoca: Sec. XIX
Peso: 22,1 gr


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