Consulta l'Inventario
Ricerca completa

 

Reliquie dei Ss. Ambrogio e Carlo Borromeo vescovi di Milano
Datazione Sec. XIX
Tipo: (R) Reliquie
Inventario: R233
Vecchio inventario:
Materiale: Stagno, vetro, seta, filo argentato, carta, cera lacca
Tecnica: Formatura a stampo, saldatura, doratura, ritaglio, incollaggio
Descrizione: Teca ovale di stagno - costituita da una cornice con falda lavorate a gole e con occhiolo di sospensione - nella quale è inserito un vassoietto di cartoncino ricoperto di seta azzurra, con cornice di carta dorata sulle coste e orlo interno decorato da una spirale di filo argentato, sul quale sono incollata la reliquia. Il cartigli portano le iscrizioni manoscritte: 1a) [S.] Ambrosy Episcop. 1b) & Doctoris 2a) S. Caroli Boromei 2b) Cardinalis.
Sul verso della teca, chiusa da una lastrina di latta e legacci di seta rossa vi è il sigillo ceruleo del vicario generale di Parma, Vitale Loschi.
GG
Descrizione:

Note storiche

Ambrogio, dottore della Chiesa
Nacque aTreviri, nella Gallia, verso il 339, figlio d'un funzionario romano. Dopo la morte del padre la famiglia rientrò a Roma. Ambrogio studiò diritto e retorica, e intraprese la carriera giuridica.
Si trovava a Milano governatore delle province del nord Italia, quando il Vescovo morì, e cercò che fossero evitati quei disordini spesso provocati dalle tumultuose elezioni ecclesiastiche. Parlò con senno e fermezza nelle adunanze dei fedeli, perché tutto fosse fatto secondo coscienza e nel rispetto della libertà e fu acclamato vescovo il 7 dicembre 374. Ricevette il Battesimo, essendo soltanto catecumeno e, subito dopo, la consacrazione episcopale.
L'opera di Ambrogio fu vasta, profonda e importante, e difficilmente può essere riassunta. In un'epoca nella quale certo non mancarono alla Chiesa grandi figure di Vescovi appare più alto di tutti per la sua opera apostolica. Fu guida riconosciuta nella Chiesa occidentale, in cui trasfuse anche la ricchezza della tradizione orientale ed estese il suo influsso in tutto il mondo latino. La sua figura s'impose come simbolo di libertà e di pacificazione. Diede particolare risalto pastorale ai valori della verginità e del martirio. È autore di celebri testi liturgici e considerato il padre della liturgia ambrosiana.  Sostenne dinanzi all'Imperatore i diritti della Chiesa e l'autorità dei suoi pastori. Quando Teodosio, in seguito all'uccisione del comandante del presidio di Tessalonica, fece trucidare - almeno così si disse - 7000 abitanti innocenti, il Vescovo non solo gli rimproverò il massacro, ma gl'impose una pubblica penitenza. Teodosio cercò di resistere. Ma infine cedé e fece penitenza dall'ottobre al Natale.
Morto il 4 aprile 397, è patrono degli apicoltori e dei vescovi, come della  Lombardia, di Vigevano e di Milano, dove la sua memoria il 7 dicembre - obbligatoria per tutta la Chiesa, secondo il nuovo Calendario - è particolarmente solenne.


Carlo Borromeo (vedi inv. n. R60)

Misure: 4,6 x 2,87 x 0,85 cm
Stato Conservazione: Buono
Acquisizione: Deposito
Provenienza: Parrocchia dei Ss. Cipriano e Giustina di Stagno Parmense
Esposizione: No
Epoca: Sec. XIX
Peso: 11,7 gr


Vedi informazioni complete sull'opera (accesso riservato)
 

© copyright: Fondazione Monte di Parma e Museo del Duomo di Fidenza - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy
e-mail: museodelduomo@diocesifidenza.it

english version