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I Pellegrinaggi Cristiani
 
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Antiche e nuove vie

L'accoglienza nel Borgo

Verso il valico di Monte Bardone
 
Antiche e nuove vie
(da G. Gregori)

Prima del Mille, uno di questi santuari era sorto lungo la via Æmilia, dov’era esistita la romana Fidentia, sul luogo in cui la tradizione situava il prodigioso ritrovamento delle reliquie del martire Donnino. Qui, sin dall’antichità – come attesta l’Itinerarivm Bvrdigalensis del 333 –, passava l’itinerario principale che collegava, attraverso la Via Flaminia e la Via Emilia, Roma a Compostela, e dall’epoca longobarda v’era uno degli snodi più importanti del fascio di percorsi – detto Strata Francigena o Francesca – che nel Medioevo collegava il nord dell’Europa occidentale al sud d’Italia. Il passaggio di viaggiatori per questo nuovo itinerario è testimoniato da un anonimo piacentino del VII sec., dall’islandese Sancti Willibaldi nel 775, dall’arcivescovo di Canterbury Sigerico nel 994 e dal monaco Nikulas Munkathverra nel 1154.

A sud-est del Borgo, che intanto aveva preso il nome del suo patrono, cominciava infatti il tragitto di valico degli Appennini, ricordato da Paolo Diacono nella Historia Langobardorum (ante 799) per essere stato attraversato nel 666 dal re Grimoaldo quando andò a punire gli abitanti di Forlimpopoli che l’avevano tradito e in cima al quale (monte Bardone) era l’Abbazia di Berceto, fondata dal re Liutprando (712-44). La posizione strategica di Borgo San Donnino ha lasciato nel suo territorio numerose tracce dei pellegrinaggi medievali. Chi proveniva da Piacenza entrava infatti nell’area borghigiana al "Ponte Marmoriolo" e incontrava subito, a nord della via Emilia un primo ospizio presso l’antica chiesa di Rimale, dedicata a S. Giacomo Maggiore, scomparso con lo spostamento della chiesa parrocchiale nel XVII secolo. A sud della stessa via, prima di giungere a Borgo, c’era poi la chiesa di Sant’Antonio Abate (sec. XII), divenuta poi parrocchiale di S. Faustino e Giovita, alla quale era aggregato lo “xenodochio” (ospizio per stranieri) dell’ordine di S. Antonio di Vienne, detto “del Fuoco”, poi gestito dai Cavalieri Gerosolimitani.

 


Data di creazione: 21/04/2004
Data di modifica: 21/05/2004

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