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S.Donnino Martire (le invenzioni)
 
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S.Donnino Martire (le invenzioni)


Le invenzioni (parte B) di Gianpaolo Gregori
Le invenzioni (parte A) di Gianpaolo Gregori

Sec. IV (?) - Trent’anni dopo la morte di Donnino, il vescovo di Parma sarebbe stato avvertito che da alcune notti una luce rifulgeva in un luogo in riva allo Stirone. Dopo un sogno che gli avrebbe mostrato il corpo d’un santo giacente proprio lì, il presule si sarebbe recato sul posto e avrebbe ordinato gli scavi che
avrebbero fatto ritrovare "lapidum mausoleum continentem martirem gloriosum cum caput abscissum et inter ulnas eiusdem martiris positum". Accanto al corpo sarebbe stato rinvenuto un mattone su cui era scritto Ibi conditus est corpus / sancti Domnini Martyris / Christi (Qui è stato nascosto il corpo di San Donnino, Martire di Cristo). Perciò sarebbe stata costruita sul luogo, in forza d’una bolla dell’imperatore Costantino, una prima parva ecclesia. ................................................................

Sec. V - VII (?) - La devozione rivolta al martire sarebbe stata tale da indurre i fedeli ad ampliare la prima chiesa, ma poi sarebbero sorti dubbi ove fossero sepolte le reliquie del martire.
 Il pio sacerdote che custodiva la chiesa sarebbe stato ispirato a determinare che il corpo si trovava in medio ecclesiae. Rivolta supplica al vescovo di Parma, sarebbe stata fatta la ricognizione nel luogo indicato, dove si sarebbe ritrovato il sarcofago con l’iscrizione: in hac hiacet corpus Beatissimi Domnini Martyris. Il popolo raccolto nella vicina chiesa di S. Dalmazio, venuto a conoscenza del rinvenimento, si sarebbe avviato verso la chiesa di S. Donnino per venerarne il corpo, ma il ponte di legno sullo Stirone, per la vetustà e per il gran peso della folla, crollò trascinando nella rovina quanti lo stavano attraversando. Grazie all’intercessione di S. Donnino, però, nessuno rimase ferito, nemmeno una donna in stato di avanzata gravidanza, caduta sotto molte persone.

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Sec. IX - Mentre Carlo Magno si stava recando a Roma per incontrare il Pontefice, passando dal "Borgo ubi Ecclesia in honore eiusdem Sancti haedificata fuerat, sed per tyramnos et inimicos Sanctae Ecclesiae totaliter erat dextructa", il suo cavallo si sarebbe fermato all’improvviso senza più voler proseguire.
Al Re meravigliato sarebbe apparso un angelo che gli avrebbe rivelato il “tesoro” che si nascondeva sotto terra. Fatto scavare il terreno e scoperte le reliquie del martire, Carlo "magnam Ecclesiam iussit fabricare".

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Data di creazione: 22/04/2004
Data di modifica: 19/09/2005

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