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Fidentia parte B

da Fidentia a Burgi Sancti Domnini
Fidentia parte B
(da: M. Catarsi Dall'Aglio)

Quale che sia l'esatta estensione della città in epoca romana, tutti i ritrovamenti ad essa pertinenti fatti fino ad oggi ricadono nel settore centro-orientale allineato sulla Via Emilia in coincidenza col Burgo Novo posito extra Castrum Burgi Sancti Domnini dei documenti del XII secolo, voluto dalla nobile famiglia dei Pincolini. Imperniato sulla piazza del mercato e caratterizzato da un disegno regolare delle case-bottega medievali, probabilmente condizionate da un precedente impianto romano non del tutto scomparso.
Ad ovest del Burgo Novo un secondo nucleo di forma quasi circolare, con isolati di matrice medievale, citato nei documenti trecenteschi come Castrum Vetus e in quelli più antichi come Castrum Burgi Sancti Domnini, si stende tra la città romana e lo Stirone. Nell'area occupata in antico da una vasta necropoli, la cui presenza è attestata, oltre che dai ritrovamenti nel 1816 “tra i ruderi di una casa presso la Chiesa Cattedrale” di un'epigrafe funeraria mutila e, alla fine dell'800, di un acroterio di sarcofago di III sec. d.C.. Dalle sette tombe tardo-antiche con copertura alla cappuccina realizzate con materiali romani di reimpiego scavate nel 1982 all'interno dei vani adiacenti la cripta del Duomo romanico.
Nella stessa necropoli venne evidentemente sepolto il corpo del martire Donnino che, secondo la tradizione, ai tempi di Massimiano Erculeo, nel 303 d.C., raggiunto dopo un lungo inseguimento dalle truppe imperiali, venne decapitato sulla sinistra dello Stirone e, dopo aver raccolto la testa mozzata tra le mani, passato il corso d'acqua, cadde a terra sulla sponda opposta, dove venne sepolto. 
In base alla Passio Sancti Domnini sulla tomba del martire, per un certo periodo dimenticata e ritrovata solo a seguito d'eventi prodigiosi, gli abitanti del luogo (incolae illius loci) eressero dapprima una piccola Chiesa che, col tempo e il crescere della devozione al Santo, finirà per ingrandirsi, fino a trasformarsi nel Duomo tuttora esistente e che verrà a costituire il fulcro generatore del nucleo medievale della città, caratterizzandola al punto che l'intero paese perderà coscienza delle sue origini romane e prenderà il nome di Borgo San Donnino.

Una prova archeologica che questo processo abbia avuto inizio proprio tra Tardo-antico ed Altomedioevo, oltre che dalla serie stratigrafica delle sepolture recentemente portate alla luce nell'area cortilizia posta a nord del Duomo romanico, è data dalle capanne lignee rinvenute in Via Bacchini, già convento dei Frati Minori Conventuali e, più recentemente, sotto il Vescovado, durante la realizzazione d'un ascensore a servizio del Museo diocesano.

Anche i resti di ponti riportati in luce in Piazza Grandi in occasione degli scavi archeologici che hanno restituito al sito l'originaria situazione morfologica, oltre a chiarire l'evoluzione dell'area dall'epoca romana ai giorni nostri, costituiscono del resto un'ulteriore conferma della veridicità dei contenuti della Passio.
È, infatti, assai probabile che la città ancora citata nel 206 d.C. come Flavia Fidentia nella tabula patronatus di Virius Valens recuperata a Campore di Salsomaggiore, già alla fine del III sec. d.C., probabilmente a seguito delle distruzioni provocate da ripetute scorrerie di Alamanni, finì per perdere d'importanza fino a ridursi alla mansio o alla Fidentiola vicus degli Itinerari tardi quali l'Antonini e lo Hierosolimitanus.
 


Data di creazione: 19/04/2004
Data di modifica: 21/05/2004

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