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Fidentia parte B

da Fidentia a Burgi Sancti Domnini
da Fidentia a Burgi Sancti Domnini
(da: M. Catarsi Dall'Aglio)

Della lunga decadenza restano evidenti riscontri archeologici nelle vaste e ripetute tracce d'incendio, nell'introduzione di sepolcreti in città e nell'evidente incapacità di restaurare le domus in rovina con l'introduzione al loro interno, o in sostituzione ad esse, di un'edilizia in legno.
Dell'impossibilità di riuscire a ricostruire un ponte sullo Stirone, al posto di quello crollato, fino alla piena età medievale, resterà traccia anche nella Passio, la cui versione più antica viene datata generalmente tra la seconda metà del V e il VII secolo.
Non è casuale che le sculture antelamiche, che ornano la facciata della Cattedrale e che nella Passio trovano fonte d'ispirazione, mostrino Donnino guadare lo Stirone con la testa mozzata tra le mani e ancora, l'abbandono della tomba del Martire, il ritorno dell'incolto e una passerella di legno – al posto del ponte – che cede sotto il peso della folla di fedeli accorsa in occasione dell'invenzione del corpo santo.  Il sarcofago di San Donnino, rinvenuto nel corso dell'ispezione del 1853 e conservato oggi nella cripta del Duomo, appartiene ad una tipologia, quella “a cassapanca”, abbastanza diffusa e prodotta a partire dalla prima metà del II sec. d.C., generalmente in marmo greco del Proconneso, nei centri di Ravenna ed Aquileia. La cassa presenta un'ampia specchiatura corniciata da cui è stata cancellata l'iscrizione originaria. Abrasi risultano anche i riquadri laterali dove generalmente venivano raffigurati degli Eroti reggitabella. Il fatto si tratti di un pezzo reimpiegato è ulteriormente rimarcato dalla lastra di pietra di chiusura, di materiale diverso, di foggia non pertinente e decorata da una croce con bracci desinenti a riccioli databile tipologicamente ai secc. VIII-IX. Il richiamo alla Passio fiorentina che attribuisce a Carlo Magno anziché al Vescovo di Parma la seconda invenzione del corpo del Santo a questo punto è inevitabile.

Secondo la Passio parmense sul luogo del primo ritrovamento venne innalzata una parva ecclesia,
quasi sicuramente una memoria o martyrium , vale
a dire un piccolo edificio di culto a pianta circolare o poligonale del pari che in altri luoghi conservanti le
spoglie mortali di martiri. Stando alla Passio fiorentina all'epoca dell'ispezione di Carlo Magno tale edificio era in rovina per cui il re ordinò di costruire a sue spese una magna Ecclesia cui successivamente si sovrappose la Cattedrale romanica.

Anche se soltanto la prosecuzione dello scavo potrà meglio chiarirne la natura è possibile che alcuni brani murari in ciottoli fluviali ritrovati nell'area cortilizia immediatamente a nord del muro perimetrale del Duomo possano riferirsi, se non direttamente a queste Chiese più antiche, a edifici rientranti nelle loro dirette pertinenze.
 


Data di creazione: 19/04/2004
Data di modifica: 17/02/2010

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